mercoledì 13 ottobre 2010

Mysterious Ways !!


..."dove si va da qui ??"...
... queste strade, che continuano a prendere direzioni diverse quando tu sei lì che stai facendo il tuo percorso, ma come fanno a voltare ??.. come possono girarsi e farti perdere la "retta via" ??... perchè è vero che uno non è detto che debba seguire per forza il sentiero, uno può anche battere una nuova strada per rimanere nella stessa direzione, magari trovando ostacoli certo, ma il fatto è che la nostra fragilità nascosta bene nelle nostre scarpe ci fa comunque seguire quella strada, quella che cambia, che si avvolge a se stessa come un serpente in posizione di difesa.. pronto all' attacco.... ma all' attacco di che ??.. mica siamo sempre pronti ad affrontare dei stravolgimenti, a volte uno non se l' aspetta e si ferma semplicemente lì.. come ad aspettare che succeda qualcosa, che poi, anche star lì fermi non è che serva a molto.. bisogna avere le idee chiare per potersi muovere, ma forse è anche questo il punto... cioè, sappiamo dove vorremmo andare, sappiamo che probabilmente per arrivare dovremo cambiare direzione, anche se preferiremmo raggiungere quel "posto" senza dover uscire dalla strada maestra che ogni tanto si ribella e ci disarciona facendoci rompere qualche "ossa mentale", quindi... cos' è che ci serve per non perdere la voglia e il perchè del nostro girovagare ?!?... tanto lo sappiamo che il Tempo non ci aspetta, anzi, se può si mette in mezzo per farci allontanare ancora di più da quella strada, che però è compito nostro avere la Forza di andare a prenderci quel Tempo, quelle zolle d' asfalto, la Forza di toglierci le scarpe e continuare a piedi nudi per far prendere luce alla coscienza della nostra fragilità, farla sentire viva, importante, vederla sorridere e prendere coraggio, sentire nelle gambe quell' energia di spinta, quella voglia di arrivare da qualche parte e di sentirsi alla fine sfiniti dalla fatica ma... consapevoli di aver fatto quello che si doveva, nonostante le strade si siano mosse in modo misterioso, perchè... chi smette di fare un passo avanti.. uno dopo l' altro, rischia di ritrovarsi Talpa* ai margini di quella strada lasciata lì a se stessa.

*Talpa: ho usato la Talpa come esempio perchè, lei vive sottoterra, al buio, ed è cieca, non vede ma, ha l' udito.. l' olfatto, il tatto, vive di PERCEZIONI continue che l' avvolgono al suo Essere ma.. resta lì sotto, sotto terra.. nella sua cecità, poi, ognuno ha il diritto di vivere la proria vita come meglio crede.. credo, spero, mi sembra, bò, tanto a cambiare si fà sempre in tempo.. credo, spero, mi sembra, bò.

6 commenti:

Maraptica ha detto...

... e con la scusa che "a cambiare si fa sempre in tempo", a volte, non si cambia mai. E si rimane sempre "ciechi"... ;)

paranhouse-hurt mao ha detto...

X Sarah: carissima Sarahhhh... veramente, credo di essere stato Talpa a lungo in passato, a volte tutt' ora vado a dare un' occhiata lì dentro alla "buca" ma.. in questo periodo sono più come un evoluzione naturale dell' Ornitorinco, e cioè.. ho messo su un bel paio d' ALI, ancora un pò sgrezze forse, ma vengono su bene :-) !!
Poi.. il discorso è generico, non credo di essere l' unico ad essersi sentito così, e credo di non essere l' unico ad aver reagito in un modo o nell' altro per viversi meglio. Noi ci siamo adesso, domeni chissà, quindi, bisogna darsi una mossa.. una qualsiasi ;-) !!

ciao SarahhhhMaraptica !!

Rita ha detto...

E' pur vero che ,pur con i propri tempi personali, ognuno di noi dovrebbe trovare il coraggio di percorrere nuove e misteriose strade,sopratutto se quelle precedentemente percorse si sono dimostrate fallaci e disfunzionali.
Spesso però ciò non accade,anzi,capita che ci si sente rassicurati dal vecchio,dalla strada già battuta e percorsa tante volte,e non si considera o non si prova la nuova che potrebbe riservarci sorprese e-o insegnamenti ulteriori.
Siamo, e ci piace rimanere ,un pò talpe,è pur vero,ma io però poi,anche io con i miei tempi più o meno lunghi,dipende, sento il bisogno e la necessità di provare-sperimentare,di vedere luce nuova,cosa che non trovo altrettanto diffusa e rappresentata.
Cerco di spiegarmi meglio:sento sempre più spesso il 'piangersi addosso e leccarsi le ferite purulente' che non invece dare un colpo di remi e cambiare rotta nelle situazioni-condizioni stagnanti troppo a lungo portate allo stremo ed inutilmente lamentarsi ed incolpare un qualche caprio espiatorio quando sarebbe più semplice e funzionale fare la propria parte e non stancarsi di sbagliare e riprovare...nuove possibilità...nuove strade.

Rita ha detto...

Ah...dimenticavo...
bacio Mao,
grazie

paranhouse-hurt mao ha detto...

X Rita: sicuramente non bisogna "ristagnare"... una delle cose importanti secondo me è farsi un esamino di coscienza, poi, la strada può essere anche la stessa ma camminata in modo diverso, più veloce.. più piano.. con delle soste o senza fermarsi mai, dipende da cosa ci sta spingendo in quella direzione, poi, può essere che durante il tragitto decidiamo di "svoltare" mantenendo quanto meno il nostro "credo" !! l' importante è non anadare dove non si vuole andare..

baci Rita :-) !!

Maraptica ha detto...

Sul mio blog trovi una cosina! Ciao mao!